USA: GUERRA ALLA RUSSIA PER DOMINARE L’ EUROPA

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Sembra proprio che le tensioni create in Ucraina dagli USA nei confronti della Russia abbiano un obiettivo principale: dichiarare guerra alla Russia per dominare l’Europa. Rilanciare e resuscitare la “guerra fredda” (1) da utilizzare come strumento di dominio.

Avevo già preannunciato nel mio scritto “Il Governo Usa di Biden e lEuropa di domani” (2) questa operazione accantonata per troppi anni dalla presidenza Trump, ma mai credevo potessero arrivare a tanto. Ovvero provare a trasferire il conflitto dal medio oriente direttamente in Europa.

Molto probabilmente l’eccessiva autonomia della Germania e della Francia dagli USA , ha provocato un’accelerazione nelle politiche americane per superare, in breve tempo, ogni percorso “diplomatico istituzionale”. E non c’è nulla di meglio del creare un nemico, per proporre una difesa.

La Germania da troppi anni considera la Russia un importante partner economico e, proprio per evitare problemi di natura energetica che possano influenzare la propria economia, ha lavorato per la realizzazione di un gasdotto “Nord Steram 2” (3) che la collega, attraverso il Mar Baltico, al suo paese. Un progetto che, una volta operativo, avrebbe permesso di trasportare 55 miliardi di metri cubi di gas all’anno, permettendo a Gazprom di raggiungere direttamente la Germania e gli altri paesi europei, senza passare per i gasdotti che attraversano l’Ucraina. Un passaggio che per Ucraina significa, per diritti, un incasso annuo di circa 1,2 miliardi di dollari.(4) Un’entrata molto importante per le casse statali e le tasche dei politici nazionali, in un paese dove lo stipendio medio si aggira sui 400 dollari. Un progetto ambizioso di autonomia dalle grande multinazionali del petrolio americane che, guarda caso, è attualmente bloccato (5) a causa di un ostacolo legale.

Riguardo alla Francia, invece, emergono non solo le evidenti politiche espansive di Emmanuel Macron ma anche la sua partecipazione attiva alle tensioni militari avvenute nel mediterraneo, ad esempio, come con la Turchia, per l’estrazione di gas al largo della Grecia, in Libia e Africa Centrale ect.(6)

In compenso, non possiamo dimenticare che, in questi ultimi anni, anche l’Europa, come entità politica, aveva dimostrato una certa volenterosa disaffezione dagli USA. Subito rientrata con questa vicenda e la rivendicazione da parte del Presidente Biden, dell’utilizzo dell’accordo NATO.

Anche l’Italia non è stata da meno. Superato in modo univoco il legame politico instaurato con la Russia e con la Cina, da parte del governo Lega-Movimento 5 stelle, ci ha pensato Mario Draghi e il suo governo fantoccio a rincuorare il Presidente Biden. Parole e politica ben espresse nell’articolo di Antonio Mazzeo su “Pagine Esteri” (6.1). Come emblematiche sono state le parole del nostro ministro della difesa Lorenzo Guerini (6.2) del Partito Democratico che addirittura si spinge oltre al nostro appoggio del conflitto. Pur consigliando di lasciare un “canale aperto di dialogo”, in realtà ,propone di allargare ulteriormente le pressioni militari e politiche:
Il rapporto transatlantico è il cardine della sicurezza e della pace in Europa e chi coltiva l’obiettivo di dividerci resterà deluso….Dovremmo prevedere anche una presenza stabile anche nei paesi del fianco Sud – Est dell’Alleanza, in analogia a quanto in atto in Polonia e nei Paesi Baltici e di aumentare l’offerta di assetti aerei”.

L’imperialismo USA – Russia
Indubbiamente lo schierarsi delle truppe Russe, lungo il confine ucraino, non sono inventate. L’operazione Ucraina, neanche tanto ben architettata da Biden, ha evidenziato da subito, per chi ha voluto vedere, tutto il suo limite. Bastava ascoltare, all’inizio di febbraio, le parole di Volodymyr Zelensky, presidente dell’Ucraina, che ha rimproverato i leader stranieri per la loro terribile retorica e pur ricordando che la minaccia militare della Russia non è una novità, ha dichiarato che:
Sono il presidente dell’Ucraina, sono di base qui, e penso di conoscere i dettagli più a fondo di qualsiasi altro presidente”. Anche il vice ministro della difesa, Hanna Maliar, non è stata tenera: “Lo scopo di tali informazioni è quello di diffondere il panico e la paura nella nostra società” (7).

Dichiarazioni che, accompagnate da operazioni di diplomazia internazionale, stanno costringendo i militari USA e il loro presidente, ad usare tutti i Media internazionali disponibili, per riuscire ad utilizzare azioni militari, in atto da anni tra gli indipendentisti del Donbas e le forze militari ucraine, come pretesto per scatenare il conflitto (8).

Superato infatti, il giorno della mancata invasione da parte della Russia all’Ucraina, tanto decantata dagli ormai non credibili servizi segreti USA e inglesi, il problema ora sembra essere un altro: come riuscire ad impedire che, minacce e provocazioni da entrambe le parti, possano far degenerare ed avviare il conflitto militare. Resta comunque incomprensibile l’atteggiamento degli USA, con la pretesa dell’estensione indiscriminata della NATO a tutti i paesi dell’ex URSS. Una politica che di fatto, danneggerebbe l’alleanza stessa, trasformandola definitivamente in uno strumento imperialista che indubbiamente provocherebbe una reazione delle altre nazioni direttamente coinvolte.

Uscire dalla crisi bellica
Sulla vicenda, Romano Prodi, già nel 2014 sul suo blog (8.1) evidenziava che:
Da parte europea è in primo luogo necessario garantire la neutralità dell’Ucraina mettendo da parte ogni idea di renderla membro della NATO. Non mi è facile ripetere che l’Unione Europea e la Russia sono complementari come la vodka e il caviale ma posso dire con sicurezza che le attuali tensioni danneggiano molto la Russia, danneggiano molto l’Europa e, soprattutto, danneggiano moltissimo l’Ucraina”.

Una questione che ovviamente non interessa al presidente Biden e, proprio a causa di questa evidente e semplice soluzione, ci costringe a non poter sorvolare su altre importanti cause. Anche perché, questa vicenda, non si concluderà, per ovvie ragioni politiche, certamente a breve. Dato che, maggiore sarà la presenza militare americana in assetto di guerra, peggiore sarà la possibilità dell’Europa di guardare al resto del mondo con quella libertà di movimento che sino ad oggi non solo ci ha consentito di gestire la crisi economica del 2008, ma di rilanciarne la nostra stessa economia.

Alla Russia, in questo memento, questo conflitto non conviene economicamente, perché la maggior parte del suo sostentamento, proviene proprio dalla vendita degli energetici. Però potrebbe diventare una necessità se gli USA riusciranno ad imporre all’Europa, non solo l’acquisto del gas dal Quatar (9) che controlla due terzi del più grande giacimento di gas naturale del mondo (South Pars), ma anche l’inasprimento delle sanzioni nei loro confronti.

Un pericolo che Vladimir Putin aveva già preso seriamente in considerazione e non a caso, il 27 gennaio scorso, è volato in Cina ad incontrare il premier e Xi Jinping per firmare un accordo top secret di cooperazione e buon vicinato” tra i due paesi. Un’ azione che ha suscitato la reazione di Usa e scosso Europa dalla sua superficiale sicurezza. Una preoccupazione alimentata ulteriormente dalle parole di Xi Jinping che attribuisce al coordinamento tra Russia e Cina un ruolo “stabilizzatore” negli affari globali segnati da “una crescente turbolenza geopolitica, la rottura degli accordi sul controllo degli armamenti, il crescente potenziale di conflitto nel mondo”.

A tale proposito, non è da meno Vladimir Putin che, sorridendo, non ha escluso la possibilità di stringere una vera alleanza militare con Pechino, qualcosa che non si era mai ipotizzato in precedenza.(10) Una possibile alleanza che ha fatto cambiare idea anche al cancelliere tedesco, Olaf Scholz, contrario dall’inizio all’appoggio militare della Germania in un eventuale conflitto in Ucraina.

Dunque pericolo imperialista Cina-Russo?
Emblematiche sono le parole pronunciate dalla Presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen:
Nel documento congiunto presentato da Cina e Russia è chiaro che entrambi vogliono sovvertire l’attuale ordine mondiale, preferendo l’intimidazione alla legge dell’indipendenza e la coercizione al dialogo”

Peccato però che queste parole siano state smentite da Alessandro Politi, direttore della “NATO Defense College Foundation”, l’unico centro di ricerca non governativo affiliato direttamente alla NATO che, nello speciale FOCUS24 di RaiNews24 del 20 febbraio, ha affermato:
Certo il documento presentato da Xi Jinping e sostenuto anche da Vladimir Putin dice tutt’altro. Esprime la volontà di rimettere in discussione l’attuale ordine economico e politico mondiale ma all’interno delle regole dell’ONU”.

Emblematico è il fatto che la Cina si sia espressa, come una potenza globale, contro l’allargamento della NATO. Non tanto per appoggio alla Russia, di cui non li accomuna nessun interesse se non strategico in chiave anti USA ma, perché non era certo scontato il suo intervento su una spinosa questione al di fuori della sua area d’influenza geopolitica. Soprattutto perché vicendevolmente ha sempre ritenuto “fuori luogo”, l’ingerenza americana nel mar cinese meridionale e in quello orientale.

Le sorti del conflitto, tra tattiche imperialiste
Erano anni che USA e Russia non arrivavano così apertamente vicino al conflitto. Anche in Siria si erano scontrate, tra loro, per “procura” e, grazie ad un gioco tra le parti che ha permesso a volte di violare alleanze e accordi, si è concessa la possibilità di colpire indifferentemente Bashar al-Assad, gli jihadisti, il governo Turco o i popolo curdo.

Qui la cosa però è assai diversa. Qui è in gioco la supremazia USA sull’Europa, che rimane oggettivamente e potenzialmente, il più grande mercato mondiale. Un controllo non scevro di un espansionismo imperialista, attraverso l’utilizzo della NATO, rivolto verso gli Stati dell’Europa dell’EST che la Russia non può permettere. Dato e soprattutto perché, anche Vladimir Putin dalla Siria alla Libia e all’Africa, non è certamente stato immobile. Come gli altri “Stati Potenza” non si è sottratto alla nuova ed emergente azione imperialista e coloniale. Prova è, non il suo diretto coinvolgimento militare, ma l’utilizzo di mercenari, come il Gruppo Wagner”,(11) assoldati e distribuiti in varie conflitti.

C’è un altro motivo geopolitico per il quale Biden ha deciso di agire in questo eclatante modo: vuole definire in modo chiaro se, nei prossimi anni, potrà contare sulla Russia in chiave anticinese. Il suo vero futuro nemico. L’unico veramente in grado di mettere in difficoltà la supremazia imperiale americana nel mondo. Un problema militare e politico che nei prossimi anni si presenterà senza limiti e confini. In particolare in Asia, dove gli USA già operano, anche con l’aiuto dei Giapponesi, per contenere l’espansionismo Cinese in quell’area considerata di loro dominio.

Le premesse per i prossimi anni non sembrano delle migliori, anche perché le trasformazioni economiche e quindi geopolitiche in atto, non sfoceranno in un aperto conflitto armato mondiale, solo e sino a quando la guerra non converrà economicamente, da una parte e, per necessaria difesa dall’altra.
Il bottino e l’obiettivo: il dominio delle materie prime ed energetiche che caratterizzano la ricchezza e lo sviluppo di tutti gli Stati negli anni a venire.

1 – https://firenze.unicusano.it/studiare-a-firenze/la-guerra-fredda-in-breve-cause-date-presidenti/

2 – http://alkemianews.it/index.php/2020/12/28/governo-usa-e-europa-di-domani-1p/

3 – https://www.rainews.it/archivio-rainews/articoli/Nord-Stream-2-scheda-gasdotto-russia-germania-gas-5383f8cc-f5e3-40da-ad03-7240113b6a4e.html

4 – https://www.econopoly.ilsole24ore.com/2022/02/15/guerra-ucraina-washington/

5 – https://www.ilsole24ore.com/art/la-germania-sospende-l-ok-nord-stream-2-prezzi-gas-s-impennano-AEcQNJx

6 – https://it.euronews.com/my-europe/2021/07/13/dietrofront-da-record-perche-la-francia-ha-ripreso-le-operazioni-in-mali-a-un-mese-dall-ab

6.1 – https://pagineesteri.it/2022/02/17/in-evidenza/russia-ucraina-litalia-torna-sabauda-ed-e-pronta-alla-deterrenza-anti-russia/?utm_source=mailpoet&utm_medium=email&utm_campaign=le-ultime-notizie-dal-mondo_50

6.2 – https://www.difesa.it/Primo_Piano/Pagine/Situazione-Ucraina-audizione-del-Ministro-Lorenzo-Guerini.aspx

7https://www.startmag.it/mondo/zelensky-ucraina-guerra-russia/

8 – https://contropiano.org/editoriale/2022/02/18/la-guerra-a-tutti-i-costi-e-la-caporetto-dei-mass-media-0146724?fbclid=IwAR3xZtU1No22DZtYVZ5vGbXK9Z46bd6hZ8ksyCkqQbiPKyCvgJWSgRCmc-I

8.1 – http://www.romanoprodi.it/articoli/ecco-come-risolvere-la-crisi-in-ucraina_9676.html

9https://formiche.net/2022/02/gas-ue-russia-qatar/