A rispondere all’articolo “Minacciati e accusati di genocidio, Tekapp non ha rapporti con Israele”, le associazioni coinvolte (ndr leggi articolo) e i giornalisti: Su Tekapp abbiamo riportato solo quello che scrivono nel loro sito”.
Dopo l’uscita, il 13 luglio sulla Gazzetta di Modena a firma Gabriele Canovi, è Linda Maggiori a specificare ciò che ha rivelato la sua inchiesta (1). Soprattutto per evitare fraintendimenti e strumentalizzazioni che hanno portato anche organizzazioni sioniste, attraverso canali Telegram di cui alcuni con sede in Israele, ad avanzare minacce e affermazioni diffamanti (2).
“In quell’intervista all’amministratore unico di Tekapp, Daniel Rozenek. oltre a negare ogni legame con esercito IDF, afferma che ci ha denunciato per diffamazione. Oltre a ribadire che non ho mai messo cartelli con scritto “azienda sionista” da nessuna parte e non so chi sia stato, tengo specificare ciò che ho già pubblicato nella mia inchiesta pubblicata da Il Manifesto il 10 aprile 2025”.
Dopo il suo articolo pubblicato sul Il Manifesto e successive interviste e post, ha sempre ribadito alcuni punti e fatti, le va di aiutarci a fare chiarezza? Quali le prove evidenti?
Il sito www.tek8200.it/, rimosso totalmente tra fine maggio e giugno 2025, fa riferimento a una società “benefit” gemella della Tekapp, chiamata Tek8200 e fondata nel giugno 2023 (come da visura) e amministrata (così come la Tekapp) da Rozenek Daniel (socio di maggioranza e fondatore di entrambe) e un certo sig. Parenti. Questa società ha in oggetto così come la Tekapp servizi di cyber security e cyber intelligence. Nel sito si leggeva (fino a rimozione del sito nel giugno 2025):
“Tek8200 prende il nome dall’unità 8200 dell’esercito israeliano, incaricata dello spionaggio cyber (Sigint, Elint, Osint, e codici cifrati e guerra cibernetica). La nostra unità in Israele è composta da ex hacker etici israeliani provenienti dalla divisione 8200”.
Il sito è stato poi rimosso completamente, ma la società tek8200 è esistente ed è la “gemella” della Tekapp.
Inoltre, la Tekapp dal 2023 lavora in joint venture operativa con Cilynx (3), azienda israeliana, il cui fondatore, Alex Peleg è nel comitato tecnico scientifico della Tekapp e partecipa ai loro eventi pubblici (anche il recente Zero Trust Summit), ed è uno degli “ethical hacker” di cui si avvale la Tekapp. Il signore Alex Peleg secondo la biografia scritta nel sito Tekapp, ha lavorato per diversi anni nel Ministero della Difesa Israeliano e ha clienti in tutto il mondo compresi enti governativi.
La società Cilynx da lui fondata, secondo quanto scrive nel sito, non è così “civile” ma si avvale di un team di esperti che provengono da “israeli intelligence and special army units” cioè da servizi segreti israeliani e unità speciali dell’esercito.
Rozenek sottolinea anche che la Tekapp non usa tecnologia militare, ma di fatto nel sito di loro proprietà scrivono che “i servizi di Penetration Test ad alto impatto utilizzano motori AI Made in Israel” e tutti sappiamo, lo dice anche la relatrice speciale delle Nazioni Unite per la Palestina, Francesca Albanese, che i motori di intelligenza artificiale israeliani sono stati usati per fini militari, per individuare bersagli e controllare i palestinesi. Insomma, è difficile distinguere tecnologie civile israeliana da quella militare, quantomeno è dual use.
Non solo, nel sito https://www.zerotrust-italia.it/chisiamo di proprietà Tekapp scrivono:
“Come TekApp aderiamo al PROTOCOLLO ISRAELIANO DI CYBERSECURITY, standard procedurali e SW di cybersecurity testati ed approvati a “livello militare” per garantire una cyber-posture aziendale moderna e totalmente efficace. L’approccio ZERO TRUST è raccomandato anche dal Cyber Israeli Protocol”.
Anche in una vecchia intervista a Digitalic.it nel 2015, anno della fondazione, Rozenek diceva:
“Per proteggere le email da virus e spam offriamo TekApp MailSecure, una soluzione in cloud sviluppata grazie a tecnologie militari israeliane. La parte Firewall delle nostre offerte è affidata a Check Point, leader mondiale in questo segmento e fondata a Tel-Aviv da Gil Shwed, ex membro della Unit 8200, un’unità segreta nella quale vengono arruolati i 50 giovani più dotati del Paese nel settore informatico, che per tre anni lavorano ai progetti militari di security”.
La Maggiori è un fiume in piena…
Riguardo al depliant “adotta il tuo cecchino” presente nel sito, (anche questo rimosso solo recentemente) questo era rivolto alle aziende clienti da parte di Tekapp e Cilynx, per pubblicizzare il servizio di cybersecurity “offensive“, servizio tuttora presente.
Rozenek afferma che il termine “cecchino” è positivo, è colui che protegge. Io lo associo di più a chi spara alla testa ai bambini, cosa che tuttora avviene nella striscia di Gaza, ad opera di cecchini israeliani. Ad ogni modo è un paragone militarista, di pessimo gusto, che ha fatto (troppo tardi) vergognare le ditte clienti della Tekapp.
Oltretutto, Rozenek afferma che non supporta l’esercito israeliano in particolare dopo la guerra dell’ottobre 2023. Ma lui stesso ha postato un tributo all’IDF il 17 luglio 2024, facendo una donazione e scrivendo “forever and ever IDF” (con cuoricino).
Ad aprile 2025, come amministratore Tekapp ha partecipato al Cybertech Global Tel Aviv 2025 scrivendo:
“Che ritorno! Finalmente, dopo quasi due anni di mia assenza cause note, tornare al Cybertech global Tel Aviv è stata un’esperienza incredibile. L’energia nell’aria è altissima, l’AI è ovunque (forse un po’ troppo) e il settore della cybersecurity sta evolvendo a una velocità impressionante. Ho avuto il piacere di ritrovare tanti amici e colleghi, scambiare idee e scoprire innovazioni che stanno ridefinendo il futuro della sicurezza informatica. E le novità non finiscono qui… grandi cose in arrivo, grazie alle fantastiche famiglie Cilynx e Cynergy.app che mi hanno adottato costruendo così quello che sarà il futuro di TekApp Srl. Stay tuned!”.
Ora, anche il rapporto della Relatrice speciale delle Nazioni Unite sottolinea che le aziende israeliane di alta tecnologia e cybersecurity sono strettamente coinvolte con l’occupazione e il controllo dei palestinesi. Eppure non abbiamo mai sentito una parola di denuncia, da parte di Rozenek, verso questo uso.
Ma Tekapp è l’unica azienda israeliana che si occupa di cybersicurezza in Italia?
Ho sempre ribadito che la Tekapp non è l’unica né la più importante azienda di cybersecurity legata a Israele in Italia, e anzi stanno pullulando aziende di questo tipo, (alcune già citate da altre mie inchieste) da quando il Governo italiano ha stretto legami con Israele proprio su questo campo. Per questo è importante rendere pubblica questa informazione.
Credo che i lettori siano in grado ci comprendere tutto questo. Se sono informati, possono agire al meglio e scegliere consapevolmente da che parte stare. Senza strumentalizzazioni e superficialità volte solo a tutelare i profitti di pochi.