Tekapp e la questione Israele-Palestina rimane un tema su cui la nostra città è di nuovo tornata a parlare, a partire dalla risposta data all’interrogazione (0) presentata dal consigliere regionale di Fratelli d’Italia, Ferdinando Pulitanò.
L’occasione di affrontare questa questione, con una specifica intervista richiesta al Consigliere di Fratelli d’Italia, è data proprio dalla risposta fornita, da parte dell’assessore alla mobilità Giulio Guerzoni, durante la seduta del 12 gennaio 2025, in Consiglio Comunale di Modena (1).
Una seduta in cui l’assessore Guerzoni, al contrario da quanto sostenuto dal Sindaco in una nostra precedente intervista (2 – vedi al 4,41 min.), risponde che: “L’Amministrazione comunale di Modena non ha mai avuto e, anche in futuro, continuerà a non avere, atteggiamenti discriminatori o intimidatori o ingiustamente penalizzanti nei confronti di alcuna azienda o soggetto economico fornitore di beni o servizi. È qualcosa di totalmente estraneo all’Ente, sia negli organi politici sia in tutta la struttura”.
Un argomento, quello della Tekapp, azienda filoisraeliana, che ritenevamo già chiarito (3) e che abbiamo affrontato anche in altri nostri scritti (4) redatti nonostante le campagne d’intimidazione ricevute ed orchestrate online, da parte di siti e profili estremisti sionisti.
Minacce, ovviamente non esenti, a nostra volta, di relative denunce (5) e su cui, nonostante siano coinvolti anche due giornalisti, poco si è parlato.
Giusto il contrario e a dispetto di un inutile cartello “azienda sionista” attaccato sulla sede della Tekapp. Azione attribuita subito ai militanti di Modena per la Palestina, nonostante da loro ampiamente negato.
Un lavoro per le procure che non si è concluso e che ha visto correlarsi di una denuncia consegnata in questi giorni, da parte dei legali di Tekapp, alla giornalista Linda Maggiori. Oggetto: diffamazione, per l’articolo pubblicato su il quotidiano de Il Manifesto, dal titolo “adotta il tuo cecchino” (6) centratissima campagna pubblicitari in periodo di conflitti e genocidi.
L’intervista
E’ interessante l’intervista rilasciata dal consigliere regionale di Fratelli d’Italia, Ferdinando Pulitanò perché, in modo cordiale, si è evidenziata la profonda differenza di analisi e gli obiettivi raggiungibili, secondo Fratelli d’Italia, rispetto a quello da noi sostenuto e denunciato ormai da anni. Testimonianza attiva riportata, non solo dall’avvento del 7 ottobre 2023 e del relativo genocidio, nei nostri reportage (7).
In particolare Pulitanò, affronta la questione Israelo-Palestinese, rivendicando le proprie analisi e le posizioni del governo rispetto non solo ai rapporti con Israele e sul diritto a difendersi, ma anche su questioni geopolitiche.
A partire dalla vicenda della ditta TEKAPP filoisraeliana di Formigine, sino alla questione se “è o non è” in corso un genocidio a Gaza; sul rispetto del diritto internazionale e del ruolo dell’ONU; sul rapporto di Francesca Albanese e la questione delle Colonie in Cisgiordania; se Semitismo e Sionismo sono la stessa cosa.
Si è affrontata anche la questione della vendita di armi da parte di Leonardo ad Israele nonostante il divieto (da lui sostenuto) del Governo.
Non si è neanche tralasciato l’analisi dei rischi e risvolti riferiti all’azione intrapresa dalla Flotilla e le minacce rivolte verso Stefania Ascari (8), parlamentare della repubblica italiana.
Un excursus generale dove Pulitanò ha espresso chiaramente non solo le sue convinzioni ma la linea politica di Fratelli d’Italia, non negando di fatto il suo appoggio allo stato d’Israele.
Molti sono stati i punti di divergenza, tra cui il considerare legittimo che la Tekapp, azienda di cybersecurity operante in Italia con programmi di sicurezza informatica per le nostre aziende, abbia tra le proprie file membri che hanno un passato e vantino, come professionalità, contatti con membri dell’esercito israeliano e corpi speciali in prima linea a Gaza. Una noncuranza o inopportunità oltretutto che, soprattutto da un partito che si definisce “nazionalista” lascia alquanto sgomento.
Ci divide anche la questione del considerare la denuncia del progetto sionista d’Israele, come una questione che ha anche radici antisemiti. Confondendo così, in modo chiaro, ciò che è un progetto politico e ciò che appartiene alla natura semita dei popoli di quella martoriata terra di Palestina.
Ovvero, un progetto coloniale e di apartheid, da Fratelli d’Italia negato, perché considerato Israele un “avanzato presidio occidentale” da difendere. Scaricando oltremodo la colpa di ciò che avviene da anni, sui paesi arabi che non hanno a cuore il problema palestinese e come l’Egitto hanno anche chiuso le frontiere all’atto del massacro. Come se il tentativo di cacciare il popolo gazawi in ulteriori campi profughi, senza diritto al ritorno e come è avvenuto in passato in altri paesi come Giordania, Libano etc., non fosse ancora oggi una realtà.
Un presidio occidentale israeliano in cui, per la propria sopravvivenza, “perché attaccato”, il Diritto Internazionale e le regole della guerra, sono “chiaramente un patrimonio che il nostro mondo – dichiara il Consigliere – si è dato dopo gli orrori della seconda guerra mondiale e quindi va preservato”. Purtroppo però, “la realpolitik a volte ci impone anche di capire che ci sono delle potenze nel mondo che a volte bypassano questo diritto internazionale, qualsiasi essa, sia perché non esiste un buono assoluto o un cattivo assoluto”.
Anche la questione della Flotillia, (prima citata) l’unica vera grande mobilitazione pacifista che senza violenza chiedeva, mettendo a rischio la propria vita, la fine del genocidio contro popolazione inerme e il pericolo della deportazione di quel popolo, è stata una pericolosa azione salvata dalla “presenza della nostra nave” da guerra “che ha evitato brutte conseguenze”.
Ancora oggi resto sgomento difronte a donne e bambini uccisi senza pietà come animali infestanti da sopprimere. Uccisi senza neanche il diritto che la loro morte diventasse di dominio pubblico, grazie all’uccisione di oltre 300 giornalisti da parte dell’esercito israeliano. Unici veri e possibili testimoni democratici, insieme alle associazioni umanitarie, di quel conflitto.
Nonostante le divergenze d’analisi di fondo, rimane un’intervista di confronto che ci consente di rimettere in ordine, come cittadini democratici, alcuni principi fondamentali, analisi e ipotetiche soluzioni che però non possono e devono escludere il popolo palestinese.
Principi e pensieri, forse per qualcuno assai confusi e annacquati , in quest’ultimi mesi di finto cessate il fuoco, anche da una proposta di legge contro l’antisemitismo, presentata da Del Rio e altri esponenti della destra, su cui, da sionisti, riusciranno, Governo e parte dell’opposizione ad accordarsi.
Una discussione lontano dalla vita reale in Palestina e nella coscienza dei tanti mobilitati in sua difesa, dove si continua a morire, mentre da occidentali, si progettano lussuosi palazzi per Gaza, in cui al popolo palestinese non viene chiesto neanche di fare gli uscieri.
1° parte – Questione TEKAPP e Semitismo – Sionismo sono la stessa cosa?
2° parte – Riflessioni sull’area medio orientale e diritto d’Israele a difendersi perché è da considerare un “avanzato presidio occidentale”.
LINK:
2 – https://www.youtube.com/watch?v=476HWe4_q50
3 – https://alkemianews.it/2025/05/14/israele-modena-un-legame-da-spezzare-il-caso-tekapp/
4 – https://alkemianews.it/2025/07/17/tekapp-abbiamo-riportato-solo-quello-che-scrivono-nel-sito/
5 – https://alkemianews.it/2025/07/05/violenza-contro-militanti-giornalisti-pro-palestina/
6 – https://alkemianews.it/2025/07/17/tekapp-adotta-cecchino-un-messaggio-pace/
7 – https://www.youtube.com/@AlkemiaWorld
8 – https://www.anbamed.it/2025/08/17/on-stefania-ascari-ogni-limite-e-stato-superato/




