A MODENA UNA DESTRA CONFUSA E PERICOLOSA

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E’ una destra istituzionale di Modena confusa e pericolosa, quella che abbiamo visto, letta ed ascoltata nei giorni seguenti al tragico investimento volontario avvenuto in centro storico. Ancora una volta gli esponenti di Fratelli d’Italia, Forza Italia, Lega e pseudo aggregazioni liberiste conservatrici di se stesse, hanno dato spettacolo di totale incongruenza politica e incapacità reale di trovare argomentazioni alternative al dominio del Partito Democratico se non di antica fattura.

Una difficoltà patriottica nazionalista strappata a denti stretti e con violenta reazione strumentale, al duo razzista del generale Vannacci e Matteo Salvini. Entrambi in lotta tra loro per l’egemonia anti immigrati e contemporanei promotori di una politica repressiva ed illiberale, coadiuvata localmente dall’ex ministro Carlo Giovanardi.

Reazione populista proposta alla città, in cui la violenza verso il diverso, causa di tutti i mali, resta il fulcro principale da utilizzare come grimaldello contro il governo PD locale e che trova purtroppo facile spazio anche in alcune frange giovanili. Le stesse estremiste o qualunquiste, che pur non partecipando in massa ai loro richiami, covano, esprimono e sfogano anche verso i propri simili, quotidiana violenza, verbale e fisica. Del resto nulla di diverso da quello che sta succedendo nel resto del mondo globalizzato dove la guerra è strumento politico.

E’ in questo contesto che Fratelli d’Italia e Giorgia Meloni, vengono spiazzati.
Da anni hanno cercato di costruire un’immagine di partito liberale, nascondendo sotto il tappeto i documenti dell’antico regime. Gli stessi che oggi riemergono fieri, decisi e richiesti da quell’ambito di società a cui hanno garantito, in barba e grazie alla nostra costituzione antifascista, una sponda politica.

Per la Giorgia degli italiani, la passata commemorazione con ricordo di Giorgio Ammirante, che da qualche anno aveva sospeso, sono il suo annuncio-richiamo a quel popolo.

Del resto la sua incapacità e quella della sua squadra, dove crisi energetica, la scelta di pericolosi alleati e il debito pubblico decollato per la difesa e il tentativo di mantenere i consensi, hanno infilato il governo di questa nazione in un vicolo cieco.

Però ecco e ora un emergenza: bisogna recuperare quel teorico 4% elettorale rappresentato da Futuro Nazionale dell’ex generale Vannacci. Quella parte d’Italia, fieramente nazionalista e securitaria, che non voterà mai la Lega, dato la politica separatista del Nord perseguita dall’onorevole Calderoli.

A lanciare l’offensiva è proprio Galeazzo Bignami, attuale capogruppo FdI alla Camera dei deputati, il 17 maggio, dove sui fatti di Modena, evidenzia una radicalità da leggi razziali.
Chiariamo le cose, non è un italiano ma è un immigrato di seconda generazione, non c’è nulla da capire, non c’è nulla da comprendere. E questa persona certo che è un folle, perché soltanto un folle fa una cosa simile, ma deve pagare per quello che ha fatto e lo deve fare a casa sua, che per quanto mi riguarda non è l’Italia, ma da dove vengono le sue origini, cioè il Marocco. Perché se non siamo chiari su quello che è avvenuto, rischiamo che quello che è accaduto possa riaccadere, perché questo è il frutto di una cultura immigrazionista che per quanto ci riguarda non ha motivo di esistere.” (1)

Un atteggiamento che oltre a sostenere e a giustificare in città azioni e mobilitazioni reazionarie e di stampo fascista, non poteva che provocare, a sua volta, la giusta reazione sia della parte moderata ma attiva dalle forze politiche istituzionali locali a fianco dell’attuale sindaco, che la mobilitazione dei movimenti antifascisti schierati in difesa dei principi di uguaglianza ed accoglienza conquistati, difesi e riconosciuti con una medaglia d’oro alla città al valore militare partigiano(2).

foto da Mattia

Giustificati schieramenti difensivi, con momenti anche di tensioni violente provocate in particolare da esponenti di Forza Nuova (3), istigati e politicamente sostenuti, anche da una serie di attacchi e dichiarazioni rilasciate dagli esponenti della destra modenese assai imbarazzanti anche sul piano democratico e del rispetto delle istituzioni.

Tralasciando Carlo Giovanardi, tamburo sordo di un orchestra afona, è Luca Negrini, capogruppo in Consiglio Comunale di FdI a parlare di presunto attacco terroristico di natura islamica:
È stato un attentato, è stato comunque un attentato. Questo dobbiamo dirlo con chiarezza, perché questo è quello che è successo a Modena… dobbiamo continuare in questa operazione di verità. A noi non serve essere per forza iscritto a un gruppo terroristico per per odiare il paese che ti ospita. (..) C’è stata una corsa rapidissima a dichiarare che l’attentatore era italiano, i soccorritori erano stranieri, quello laureato…era una dinamica di sciacallaggio al contrario. (..) utilizzando una piazza che era lì non per ascoltare un discorso politico, ma era lì per unirsi. Signori vi svelo un segreto: non è che tutte le persone che sanno unirsi sono per forza di sinistra e finiscono contro il centro-destra. Ieri c’erano 5.000 persone per bene in piazza, ce ne sono 180.000 in casa, che non era in piazza, che ha paura e che in questo momento chiede risposte, a queste persone noi dobbiamo risposte” (4)

Negrini non si da limiti neanche nei confronti dell’avvocato Fausto Gianelli, difensore di Salim El Koudrie del suo ruolo mistificatore legato al suo passato difensivo e politico a favore dei Pro Palestina.
Voi ci credete al caso? Lui è Fausto Giannelli, l’avvocato di El Cudri, l’attentatore modenese. Ma chi è veramente Fausto Giannelli? È membro del collegio di difesa di Mohammed Annun, ve lo ricordate? Quello che diceva di recuperare dei fondi per i bambini della Palestina in realtà recuperava dei fondi per i terroristi di Hamas. È contro Israele, ha firmato un esposto alla Corte Internazionale contro il governo Meloni, è nei giuristi democratici ed è membro del Comitato Atei Agnostici e soprattutto dichiara che in Italia non c’è democrazia. E allora è proprio un caso che sia lui a difendere l’attentatore?”(5)

Attacco però, guarda caso, subito redarguito dall’avvocato Guido Sola, ex presidente della Camera Penale, esponente e forse prossimo candidato Sindaco a Modena per la destra, schierato in sua difesa perché:
Sono uomo di destra, ma la destra modenese sbaglia – e pur rimarcando di non riconoscere Gianelli come pensiero politico – E’ dell’avvocato che si sta parlando, in termini invero inaccettabili. Massimo deve essere anche il rispetto per i nostri principi di civiltà. Tra i quali spicca, tra tutti i punti di vista e per ragioni non solo giuridiche, il diritto di difesa”

A completare sino ad oggi lo scenario, la partecipazione della destra modenese alla mobilitazione di piazza di sabato 23 maggio a Modena, convocata da Aretè – Spazio Identitario di Modena. Un circolo culturale di orientamento conservatore e di destra radicato sul territorio emiliano. Ovvero, uno spaurito gruppo di cittadini italiani onesti per discendenza, facile richiamo a cui, FdI decide di partecipare addossandosi l’onore della chiamata, senza però i propri simboli esposti. Paura di poca partecipazione e rischio di perdere egemonia politica di rappresentanza locale?

Quella mobilitazione da “fritto misto”, l’assenza di parole d’ordini credibili e il suo vuoto politico viene giustificato come silenzio in rispetto di commemorazione delle vittime modenesiben dimostrata dalle dichiarazioni rilasciate dallo stesso Negrini e dalle interviste realizzate (6).

In questo scenario alcune cose sono evidenti:
Le prossime amministrative a Modena saranno nel 2029 e tre anni, per FdI, sono assai lunghi da reggere nascondendo il vuoto politico progettuale esistente. Soprattutto se l’attuale governo della città è in grado da tempo, oltre a reagire di piazza ad attacchi anti-democratici, di avanzare una proposta liberista moderata estremamente concorrenziale anche nei confronti della rappresentanza di Forza Italia.

Esiste anche il fattore “G”.
Nonostante la preoccupante ricomparsa di frange giovanili legate a ideologie neofasciste e neonaziste – alimentate da un crescente clima di militarismo aggressivo – le piazze degli ultimi anni raccontano una storia diversa. Dalle mobilitazioni per il clima all’antifascismo, fino al sostegno alla causa palestinese, sta emergendo un forte aggregato di giovani uniti da una visione alternativa del futuro.

Una nuova generazione che ha scelto la via dell’attivismo diretto e non violento, come dimostrano le iniziative della Flotilla di Terra e di Mare, dove i partecipanti mettono fisicamente in gioco i propri corpi contro ogni forma di tirannia. Schierati in difesa di un “nuovo umanesimo”, espressione vitale multirazziale, affratellata e sempre più consapevole dello stato reale delle cose, che non vogliono passivamente di accettare.

Hanno capito che la partita è appena cominciata e non decidere di giocarla, significa solo soccombere, oppure accettare passivamente che ritorni la tirannia e la guerra come strumento di dominio sociale e politico.

LINK

1 – https://www.youtube.com/watch?v=8KjxNmxr3yY

2https://www.instagram.com/reel/DYuRzlMIWGh/?igsh=bmlyOTI3cGkwNmhs

3https://alkemianews.it/2026/05/21/forza-nuova-a-modena-la-polizia-picchia-gli-antifascisti/

4https://www.instagram.com/p/DYfwJS0KxB3/

5https://www.instagram.com/p/DYjsg0rKODx/

6 – https://www.instagram.com/reel/DYsJ0_QIwAD/?igsh=ejVrbGNsZzFpb2w0