NO INVIO ARMI E INTERNATIONAL LEGION

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Stamane, all’uscita dalla scuola, uno slogan si ripeteva nella mia mente: “No all’invio di armi e all’International Legion”. Un mantra interrotto solo dall’arrivo di mio nipote di 10 anni che, correndomi incontro, mi dice, in modo concitato: ”Andiamo subito a casa, devo ascoltare cosa hanno detto, la Russia e l’Ucraina, nei colloqui di pace in corso”. “Bene – ho subito risposto – ma dobbiamo fare attenzione a quello che si dice, si deve ascoltare e leggere le varie posizioni su questa situazione. Non è semplice!”

Abbiamo quindi iniziato a parlare della guerra, cosa significa essere in guerra, quali sono le conseguenze sulla vita delle persone e, sopratutto, che le guerre non sono tutte uguali. Ci sono guerre dimenticate e guerre di serie A e di serie B.
Oggi si parla della guerra in Ucraina. Una guerra che spaventa perché è vicina a noi. Ma tutte le guerre sono spaventose e non dovrebbero esistere, ma l’uomo, purtroppo, per il Potere, è disposto a tutto.
Ho detto a mio nipote che mi dispiace che questo nostro mondo sia così e che lui debba già conoscere la paura di una guerra non troppo lontana. La guerra è brutta, sempre e ovunque. Lo dicono anche le stesse persone che la combattono da sempre, per esempio, sulle montagne turche-irachene. Persone che ho conosciuto negli ultimi anni. Loro sono costrette a fare la guerra per la loro libertà e dignità, nel silenzio generale del mondo intero.

Ma, per tornare alla realtà di oggi, non si ferma una guerra, inviando altre armi e sollecitando l’invio di persone da ogni luogo per unirsi all’esercito ucraino contro la Russia. Tutto questo non può essere l’unica risposta possibile per fermare questo conflitto, anzi, in questo modo, la si sollecita a continuare, ad essere più cruenta. L’unica soluzione possibile rimane, ancora una volta, il dialogo, per poter arrivare ad una soluzione che possa soddisfare entrambe le parti. Una guerra, che in questo caso specifico, poteva essere evitata, se la UE e Usa non avessero chiuso gli occhi di fronte a dei chiari segnali dati dalla Russia. Dobbiamo ricordare che per Mosca l’allargamento della Nato ad est era un problema. Promessa nel 1990 a Gorbaciov, ma non mantenuta! Tra il 2004 e il 2020, la Nato passò da 16 a 30 Paesi membri con la presenza di armamenti offensivi in Polonia, Romania e Paesi Baltici ai confini con la Russia.

E poi c’è la questione profughi! Anche per i profughi ci sono molte differenze. Ai profughi palestinesi non è consentito, per esempio, il Diritto al ritorno nella loro terra, come invece è permesso agli ebrei in Israele. I profughi palestinesi e curdi sono inoltre considerati quasi sempre “terroristi” senza nessun diritto. Non va neppure dimenticato quello che è successo nell’ultimo inverno al confine polacco, dove centinaia di persone, di famiglie siriane, curde, afghane e di altre etnie, hanno rischiato la vita nel tentativo di raggiungere la salvezza da una guerra. Molte sono morte o sono state costrette a ritornare indietro. Ora invece la Polonia ha spalancato le porte ai profughi ucraini. Questa va benissimo, ma perché invece solo pochi mesi prima, non l’ha fatto? Quando le persone scappano dalle loro case, non lo fanno perché amano nuove esperienze di vita, ma lo fanno solo per la necessità di sopravvivenza. Non parliamo poi dei tanti profughi morti in mare nel tentativo di raggiungere la salvezza da una morte certa per motivi politici, militari o economici.

Ora il mondo sembra che abbia scoperto gli orrori della guerra, ma, prima dov’era quando si urlava “No alla guerra; No alle armi; No alla Nato?”

Ripeto: No all’invio di armi! Da ultime notizie, sembra che l’America abbia l’intenzione d’inviare un grandissimo quantitativo di armi all’Ucraina. E questo mi preoccupa, anzi, mi spaventa tantissimo. Inoltre, il Presidente dell’Ucraina sembra abbia deciso di liberare i carcerati esperti di armi per farli combattere contro la Russia, mentre dalla Russia oltre 400 mercenari delle forze del Gruppo Wagner, hanno il compito di colpire proprio il Presidente dell’Ucraina. Quindi la situazione si fa sempre più complicata e difficile! La pace è ancora lontana e, purtroppo, ancora una volta, come sempre, chi pagherà un prezzo molto alto, sarà solo la popolazione civile! Il popolo vuole la pace, mentre i governi la guerra. Sembra una cosa talmente assurda, non normale, ma purtroppo è così..Speriamo…

Foto: Mirca Garuti