IL PROGETTO GOVERNO FRATELLI D’ITALIA

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Allarme son fascisti!” urlano disperati gli elettori del Centro Sinistra e i sostenitori del voto utile ma, quale è a tutti gli effetti il Progetto Governo Fratelli d’Italia?

Sia chiaro che nessuno vuole sminuire il pericolo di una Destra conservatrice che non disdegna le sue radici da Camerata ma se il voto ha ancora un valore per la Democrazia, il problema non è demonizzare questa forza politica da tempo presente in parlamento, ma comprendere perché il “popolo” ha deciso di votare per loro e cosa propongono di realmente fattibile.

Sulla questione della proposta politica neo-liberale offerta, come alternativa, dal Partito Democratico e del suo Centro Sinistra completo dei suoi derivati, sono già intervenuto con uno scritto (1) anche fin troppo dettagliato, dato che gli elementi erano tutti facilmente elencabili. Anche se, come è stato ben scritto da Tommaso Nescioni su Il Manifesto del 17 agosto:

Se per una volta si provasse a valutare la parabola storica e l’attuale collocazione nel sistema politico del PD non alla luce dell’esperienza comunista, ma di quella democristiana, probabilmente ne ricaveremmo bussole più esatte per l’agire politico” (2)

Quali dunque sono i contenuti del Progetto Governo Fratelli d’Italia, redatto ed imposto anche alla Lega e Berlusconi? Quali le nostre analisi? Quali le nostre proposte “alternative” perché ritorni la fiducia dei ceto meno abbienti verso organizzazioni politico/sociali/partitiche che si ispirano ai valori, per qualcuno antichi, del pensiero socialista, comunista, democratiche?

Ridicole e superficiali le richieste a Giorgia Meloni di eliminare la fiamma dal loro simbolo, che è parte integrante della loro storia. Come se questo potesse poi giustificare, come una sorta di abiura, il contenuto politico che esprime quella forza partitica da sempre in questo paese. Come se, con questo gesto, si potesse facilmente cancellare, la coerenza con cui si sono opposti alla nascita e sviluppo, nel corso di questi lunghi anni, della Repubblica Democratica Costituzionale Antifascista.

Una Repubblica nata dopo una rivoluzione di popolo e partigiana, contro la dittatura fascista e a seguito della nostra sconfitta nella 2° guerra mondiale. Un conflitto voluto e una disfatta ottenuta, proprio da quel Regime fascista, contro il suo stesso popolo e in appoggio al Nazismo tedesco. Una sconfitta che ha avuto come conseguenza, la sottomissione storica del nostro popolo e della nostra nazione al giogo degli USA e dal Patto Atlantico.

Progetto Governo Fratelli d’Italia: una storia che viene da lontano
Se analizziamo il percorso svolto in questi anni da questa organizzazione di estrema destra, i passaggi politici non sono stati del tutto superficiali e non per nulla prive di arrivismo politico.

A partire da quel Giorgio Almirante, già Camerata fascista, poi graziato e del suo MSI, mantenuto in forza dagli USA per contrastare il forte Partito Comunista Italiano, rafforzare la centralità Democristiana ed impedire una seria discussione su quella dittatura. Passando poi attraverso la revisione Alleanza Nazionale proposta da Gianfranco Fini, prima azione mediatica e programmatica di “pulizia”, non a caso eliminata più per la paura della perdita d’identità legata al fascismo, che a causa degli scandali giudiziari che ne sono seguiti (ne parleremo in seguito).

Sono le successive nuove scissioni e tentativi da gregari di partecipare a vari governi, votando o astenendosi su proposte antisociali, che ne hanno caratterizzato l’attività parlamentare di questa forza politica. Stesso atteggiamento tenuto anche da Fratelli d’Italia, mentre nel paese propagandavano tutto il contrario di ciò che avevano votato contro le classi meno abbienti e in difesa degli imprenditori e di leggi socialmente antidemocratiche che miravano a dividere la società in classi ben distinte e con non uguali diritti. Purtroppo spesso presentate dal Centro Sinistra.

Esistono, infatti, varie fasi e passaggi di trasformazione ma una cosa è certa: obiettivo principale, dalla caduta del muro di Berlino e il fallimento dell’URSS, è stato un agire politico volto a far dimenticare ciò che è avvenuto in Italia tra il 1960 e il 1990 e il cercare di utilizzare, in modo propagandistico, alcuni principi di rivendicazione sociali, già esplicitati nella “Carta di Verona” (2.1) con la nascita della Repubblica Sociale Italiana.

Ovvero rendere istituzionalizzato quei principi esaltati, soprattutto in questi ultimi anni, dalle due organizzazione politiche che più di tutte hanno lavorato alimentando l’odio e la “supremazia italiana” nei quartieri popolari, abbandonati dalla Sinistra.

Sono infatti Casa Pound, inspirato al primo movimento fascista anarco-anticlericale e quello razzista e cattolico integralista di Forza Nuova ad agire in modo radicale ed aggressivo. Spesso “sopportati” nel loro agire, in modo plateale, da una buona parte delle forze di polizia e sicurezza.

A testimoniare questo legame con Fratelli d’Italia, stanno le candidature nelle precedenti elezioni (su queste non ci è ancora dato saperlo) di alcuni dei suoi elementi o presunti ex.
(Su questi argomenti e il loro legami storico con il fascismo, vi consiglio di vedere la nostra inchiesta “Ombre nere sul terzo millennio” (2.2)

E’ proprio per questo che è bene ricordare che nel periodo 1960/1990, sono emersi evidenti mixer di collegamenti tra elementi dell’estrema destra legati anche al MSI; elementi importanti dei servizi segreti italo-anglo-usa; forze dell’ordine e apparati dello Stato legati al vecchio regime fascista; apparati paramilitari terroristici di estrema destra; P2 e Gladio che usò l’estremismo fascista a volte anche con l’inconsapevolezza dei suoi stessi militanti.

Un attività politica organizzata principalmente contro la Repubblica ed in particolare contro la sinistra democratica di questo paese. A tale proposito, per approfondire, vi invito a leggere l’importate produzione editoriale redatta da Stefania Limiti con i suo libri inchiesta. In particolare “L’anello della Repubblica” (3) e “Doppio livello” (3.1).

Ovviamente nulla ricollegabile agli attuali e mediatici esponenti di Fratelli d’Italia ma certo parte integrante della storia politica di alcuni dei loro eletti e militanti.

Sono gli anni 90’, con la caduta del muro di Berlino, che cambia lo scenario internazionale.
In particolare nel nostro paese, lo scoppio di tangentopoli, la scomparsa del PCI e la svolta liberista di quella organizzazione politica, vede ridursi ancor più marginalmente la funzione politica dell’estrema destra istituzionale. Anche perché sono gli anni in cui il mantra del libero mercato non solo ha inebriato tutti ma soprattutto trovato facile sponda nel Centro Sinistra che, attraverso questa “accettazione incondizionata”, finalmente poteva aspirare a Governare questo paese.

Un occasione e un cambio di prospettiva economica e di sviluppo a cui la Destra di Gianfranco Fini voleva partecipare. Fu infatti grazie all’appoggio a Silvio Berlusconi, che Alleanza Nazionale, prova a giocare la sua parte e a proporsi come difensore della piccola e media borghesia nazionale imprenditoriale, orfana della destra democristiana e in cerca di una rappresentanza politica. Una forza politica “seria” di Destra e liberale, che interagisse, in modo protezionistico contro la possibile “invasione imprenditoriale straniera” e in antitesi ad un sistema produttivo, principalmente sviluppato al Nord, che con il progetto secessionista della Lega mirava a separarsi da un “Sud Parassitario” per unirsi alla “locomotiva tedesca”.

Un ruolo questo, che la scomparsa della Democrazia Cristiana aveva lasciato scoperto e che Silvio Berlusconi non poteva ben rappresentare, anche perché legato a quattro mani ad un Dell’Utri la cui condanna ne ha evidenziato la particolarità (4). Tanto meno la Lega indipendentista di Bossi, troppo pericolosa per la difesa dell’unità della nazione Italia, tanto cara alla geopolitica militare USA.

Non a caso, infatti, Gianfranco Fini, avendo capito i limiti politici dei suoi due alleati, prova ad accelerare questo processo, in parte oggi sostenuto anche dai Fratelli d’Italia, prima vera operazione di fuoriuscita di questa forza politica, dalla sfera “fascista” nazionale.

Non dimentichiamo addirittura il suo viaggio in Israele (5) a chiedere scusa per le leggi razziali del regime fascista e le relative deportazioni.

Un azione giudicata eccessiva dalla sua base politica, troppo audace e pericolosa dalla Lega ma soprattutto da Silvio Berlusconi che, arricchito anche dell’appoggio politico in ambito atlantico per impedire un Governo di Centro Sinistra. Infatti, viene fermata grazie ad un azione giudiziaria e mediatica non del tutto trasparente (6)Un dossier su Fini, emerge quasi dal nulla. E’ un’inchiesta completa d’intercettazione e documenti attestanti un suo diretto coinvolgimento in un operazione immobiliare non proprio linda anche nei confronti del patrimonio del suo partito. (vedi la vendita della casa di Montecarlo, lasciata in eredità dalla contessa Annamaria Colleoni – 6.1)

Troppo, per la base ancora determinante del suo partito, che al grido “traditore” lo allontana dopo anche una precedente e pericolosa scissione interna. Un accusa che lo porrà definitivamente fuori dalla possibilità di avere un benché minimo spazio politico personale nel paese.

Un tradimento che paga ancora oggi e a cui Giorgia Meloni, in realtà, deve molto. Soprattutto perché gli ha consentito di sfruttare il principio di difesa contro “alcune mele marce”, nei confronti di quei suoi esponenti e militanti condannati o imputati in processi per corruzione o appartenenza ad organizzazioni malavitose. Anche se in verità ancor oggi, in particolare in alcune regioni del nostro paese, direttamente o indirettamente, alcuni di questi esponenti hanno mantenuto attivo un’utile consenso elettorale. Esponenti politici ed istituzionali che, a differenza di allora, ancora oggi fanno parte o simpatizzano apertamente con il suo partito, se non addirittura in lista per essere ricandidati.

Progetto Governo Fratelli d’Italia: base transnazionale di principi illiberali
Non c’è che dire, a differenza della Sinistra “moderata” che non ha volutamente neanche provato ad organizzare, a livello nazionale ed europeo un coordinamento sindacale o politico per la difesa del diritto democratico al lavoro, le organizzazioni istituzionali e non, di estrema Destra, hanno deciso, in coordinamento tra loro, di attuale nei paesi europei, questo processo di purificazione mediatica della propria immagine. Facendo proprio leva sulla povertà e l’insicurezza del futuro aumentato certamente in seguito alla nascita dell’Unione Europea e anche se non direttamente, alla moneta unica.

Un operazione ottenuta ed orchestrata soprattutto grazie ad un movimento e progetto transnazionale di costruzione di una Democrazia Autoritaria, che abbandonato il rovesciamento dei governi democratici in chiave dittatoriale, almeno in questa prima fase storica, ha pianificato un azione dalle medesime linee guida da ottenere attraverso l’utilizzo degli strumenti che la Democrazia mette a disposizione: le votazioni politiche.

Un azione e un diritto alla partecipazione, nonostante i principi antifascisti contenute nelle Costituzioni europee, invocata anche spingendosi addirittura a denunciarne la sua mancata applicazione. Addirittura rivendicando una propria presenza, proprio in nome di quel principio pluralista democratico che non è parte del loro DNA politico ma usato strumentalmente solo per il loro obiettivo: conquistare le Democrazie costituzionali per cambiarle in termine presidenzialista, riducendo spazi di discussione ed elaborazioni parlamentari, giudicate già sin da ora una perdita di tempo e difendendo le classi più abbienti, perché considerate unico motore in grado di costruire la ricchezza e gestire il dominio politico.

Idee e azioni applicate in modo internazionale dalle destre europee e non solo, che proprio attraverso il Gruppo di Visegrad (7) ha trovato la sua efficacia e realizzazione nel governo di Orban in Ungheria e in Polonia dove, in modo democratico, si sono vinte le elezioni, modificate le Costituzioni e ridotte le libertà di stampa, di organizzazione ed opinione.

Per non parlare poi del rilancio di una forma di protezionismo nazionale industriale di lungo ed antico pensiero (rifacendosi a una moderna riproposizione autarchica di stampo fascista), che riesce in realtà a reggersi in questa prima fase, grazie allo sfruttamento incoerente della moneta unica e dei finanziamenti messi a disposizione proprio da quell’Europa tanto attaccata e denigrata.

E’ infatti grazie a questo incoerente progetto nazionalista a base razzista/religiosa, che tale progetto ha preso forza e forma. Strutturato soprattutto evidenziando l’oggettiva perdita di potere dei governi nazionali di fronte alla nascita dell’Europa finanziaria e la globalizzazione economica e mercantilistica che ha affamato progressivamente i ceti meno abbienti. Ciò che la Sinistra di Governo non ha neanche preso in considerazione ma considerato un prezzo da pagare per un radioso futuro che non arriva mai.

Un attacco diretto e forviante contro il principio pluralista dell’Europa, camuffato da attacco ai “Banchieri d’Europa e i popoli extra europei e non cristiani”. Un urlo continuo volto solo a sfruttare il malcontento e la povertà dilagante. Soprattutto alimentando lo scontro ormai non più latente, tra sfruttati con l’intento e preciso progetto di tutelare e impedire che, proprio quel popolo, comprenda che la fonte dei propri guai non è attribuibile agli immigrati o agli ultimi della terra magari anche se scappati dalle guerre in atto ma, dalla totale mancanza di ridistribuzione delle ricchezze sempre più concentrate in poche mani.

In poche parole: il Progetto Governo Fratelli d’Italia, ancora una volta rappresenta l’idea politica di una Destra che torna a proporsi come portatrice di una nuova ricetta economica e sociali che nulla ha che fare con una realtà democratica. Una ricetta finanziaria per nulla alternativa ma compiacente e condiscendente ad un progetto internazionale liberista e antidemocratico ma di natura nazionale.

Da qui la promessa di modificare la Costituzione in chiave presidenzialista. Proposta coerente e conseguente al loro appoggio e voto favorevole, alla proposta dei 5stelle e PD, che ha permesso la riduzione del numero dei parlamentari e che permetterà di accentrare ulteriormente in minor referenti politici, il potere decisionale e la loro possibilità di ricatto individuale.

In conclusione, molti sono i punti presenti nel loro programma e in quello del centro Destra, che forse vale la pena di analizzare prossimamente, ma quello che da subito è evidente, oltre all’operazione attuata dai vertici dei Fratelli d’Italia in chiave Atlantista e filo USA, (specificato in un altro mio scritto – 7.1), è la scomparsa della questione Mafia. Nonostante la strumentalizzazione da parte di Fratelli d’Italia del giudice Paolo Borsellino eletto ad emblema nel lor Pantheon degli eroi di riferimento.

Un esempio sono le proposte della Lega di Salvini per il quale è necessario abolire lo scioglimento dei comuni per mafia e per Fratelli d’Italia che è del tutto normale proporre il forzista Renato Schifano come presidente della Regione Sicilia, nonostante sia attualmente imputato per violazione del segreto e che, come ben espresso da Peter Gomez, il 17 agosto sulle pagine del Fatto Quotidiano:

La sua indagine per concorso esterno in associazione mafiosa sia finita in archivio con motivazioni poco lusinghiere – continua – …dove si legge che sono emerse talune relazioni con personaggi inseriti nell’ambiente mafioso o vicini a detto ambiente nel periodo in cui era attivamente impegnato nella sua attività di legale civilista”. (8)

Nel complesso non c’è che dire, una bella compagnia politica per mirare al governo del paese.

1 – http://alkemianews.it/index.php/2022/08/10/pd-senza-sinistra/

2 – https://ilmanifesto.it/i-tre-cardini-del-pd-a-trazione-democristiana

2.1. – http://www.storiaxxisecolo.it/rsi/rsicartaverona.htm

2.2 – https://www.youtube.com/watch?v=UZQqN7DBCcc

3 – https://www.chiarelettere.it/libro/lanello-della-repubblica-stefania-limiti-9788832960822.html

3.1 – https://www.chiarelettere.it/libro/doppio-livello-stefania-limiti-9788861904125.html

4 – https://www.ilfattoquotidiano.it/2019/12/02/mafia-marcello-dellutri-torna-libero-ha-scontato-la-pena-per-concorso-esterno-ma-resta-la-condanna-in-primo-grado-per-la-trattativa-stato-mafia/5590790/

5 – https://www.corriere.it/Primo_Piano/Politica/2003/11_Novembre/24/fini.shtml

6 – https://espresso.repubblica.it/attualita/2017/11/09/news/cosi-berlusconi-mi-diede-500-mila-euro-per-incastrare-fini-sulla-casa-di-montecarlo-285302043/

6.1 – https://www.fanpage.it/politica/gianfranco-fini-a-processo-per-riciclaggio-al-centro-dellinchiesta-la-vendita-della-casa-di-montecarlo/

7 – https://it.wikipedia.org/wiki/Gruppo_di_Visegr%C3%A1d

7.1 – http://alkemianews.it/index.php/2022/07/23/draghi-scacco-matto-alla-meloni/

8 – https://www.ilfattoquotidiano.it/in-edicola/articoli/2022/08/17/questo-voto-svelera-quanto-contano-legalita-e-antimafia/6764669/