EZIDI: STORIA DI UN POPOLO IN LOTTA CONTRO IL GENOCIDIO

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Il 19 Marzo a Modena, è stato presentato il libro “Ezidi: storia e cultura di un popolo in lotta contro il suo genocidio”. Una serata che ha visto la presenza dell’autrice Carla Gagliardini*.

Sono molte le difficoltà da superare, in un momento come quello che stiamo vivendo, per riuscire a parlare della storia di questo popolo. Un popolo poco conosciuto che ha subito in Iraq nel 2014, da parte dell’Isis, il suo 74esimo genocidio. Difficile ma necessario, proprio per cercare d’impedire un’ulteriore strage, attraverso la denuncia pubblica dell’evento e la richiesta di un riconoscimento del genocidio (1) da parte della Comunità internazionale.

Ripercorrere la storia di questo genocidio, ha acconsentito di poter affrontare e volgere l’attenzione anche verso la situazione in cui si trova oggi l’Iraq, la Siria, l’Amministrazione autonoma di Shengal, le varie alleanze politiche e militari internazionali nella regione, il campo profughi curdo di Makhmour e, soprattutto, l’importanza del Confederalismo Democratico, come percorso politico di costruzione di una vera pace. Non solo in quell’area.

In quei luoghi ci sono stata (2) e ho conosciuto quel popolo e quella loro triste realtà, ma anche il loro tentativo, come parte integrante del progetto curdo, di un percorso di Pace che possa riconoscere tutti popoli dell’area con le loro culture e credi religiosi.

Carla Gagliardini, con il suo libro, ha fatto qualcosa di diverso. Non ha semplicemente raccontato i viaggi compiuti in Iraq, ma ha scelto di raccontare la storia degli Ezidi, attraverso una narrazione più analitica, un quadro informativo ben documentato, frutto di una ampia ricerca, volto a spiegare come il nascente Stato islamico, sia arrivato a mettere in pratica il genocidio del 2014. Un’azione degli jadisti, attuata con l’intenzione di isolare, di cancellare completamente Shengal e la sua autonomia, grazie anche al principale protagonista della Turchia e del suo espansionismo, nascosto dietro la volontà di combattere il terrorismo del PKK. Azioni offuscati dal genocidio in atto in Palestina, che l’autrice ha, con il suo libro, riportato fuori dall’ombra.

Ci sarebbe tantissimo da dover raccontare! Posso testimoniare che restare di fronte a queste donne, ascoltare le loro terribili storie, l’inferno che hanno conosciuto, come schiave del sesso, le torture, le violenze, gli stupri selvaggi, l’umiliazione, la paura, non è stato per niente facile!

Più di 6000persone tra donne, ragazze, bambine e bambini sono stati rapiti dall’Isis, di cui solo più della metà, ha fatto ritorno.

Ricordo anche il libro di Nadia Murad “L’ultima ragazza. Storia della mia prigionia e della mia battaglia contro l’Isis” (3) un racconto crudo sulla sua prigionia, aveva 20 anni quando fu catturata il 15 agosto 2014 e, grazie a questo al suo libro, l’opinione pubblica internazionale ha potuto conoscere la drammatica esperienza vissuta da migliaia di donne ezide passate nelle mani dell’Isis.

Inoltre, non bisogna dimenticare il grande tradimento dei peshmerga del partito Kdp di Barzani e dell’esercito iracheno, che invece di proteggere la popolazione ezida, contro l’ISIS in minoranza numerica, hanno scelto la fuga, l’abbandono delle divise militari e le armi.

Noi non possiamo rimanere indifferenti anche se sono trascorsi quasi 12anni da quel genocidio, perché queste ferite non guariscono mai.
Si deve continuare a raccontare, a fare appelli.

Pretendere dai nostri governi il riconoscimento ufficiale che quello che è successo, è stato un Genocidio; pretendere Giustizia, perché questi popoli, che siano ezida, curdi o palestinesi, chiedono ed hanno il diritto di avere una vita libera, dove poter decidere la propria strada da percorrere, di amministrarsi, di difendersi da soli, non più sotto il dominio di altri.

Quando succedono questi massacri, se non vengono sanzionati, se nessuno paga per averli compiuti, si apre la strada per altri nuovi massacri, in una spirale infinita.

Tutti questi sono popoli che non hanno voce e dobbiamo essere quindi noi a fare da megafono per loro. I libri, come quello di Carla, sono gli strumenti migliori, perché sono testimonianze che parlano e restano presenti nel tempo.

Durante questa conferenza di presentazione, dopo l’attuale guerra iniziata contro l’Iran, si è ritornato quindi a parlare di Iraq, Siria, dei Curdi e degli Ezidi.

L’onda lunga del genocidio del 2014 che non si è mai fermata, continua dunque contro tutti questi popoli, portando insicurezza, contrasti e nuovi conflitti.

Una conferenza, d’ascoltare e da seguire.

* – Carla Gagliardini ha studiato e lavorato a Cuba, nel Regno Unito e in Bolivia, e da tempo segue le grandi questioni internazionali. E’ anche vice presidente dell’ ANPI provinciale di Alessandria e fa parte dell’Associazione Verso il Kurdistan, con la quale partecipa ai viaggi in Kurdistan e Iraq, per monitorare, principalmente, i vari progetti in corso di realizzazione

LINK

1 – https://alkemianews.it/2023/07/16/appello-per-il-riconoscimento-del-genocidio-ezida-del-2014/

2 – https://alkemianews.it/2023/07/16/il-popolo-ezida/

3 – https://www.aics.gov.it/oltremare/rubriche/cultura/nadia-murad-lultima-ragazza-storia-della-mia-prigionia-e-della-mia-battaglia-contro-lisis/