Dieci attivisti della Global Sumud Land Convoy, domenica 24 maggio 2026, sono stati bloccati in Libia dopo aver attraversato il checkpoint di Sirte. Era necessario negoziare con i miliziani della Libia orientale controllata dal gen. Haftar, per riuscire a far ripartire il convoglio fermo da otto giorni nella zona neutrale.
Abbiamo intervistato Maria Carla Biavati del BDS di Bologna e volontaria con il convoglio de la Flotilla via Terra.
Il convoglio è composto da duecentocinquanta persone, sette ambulanze, dieci camion, e puntava ad arrivare al valico di Rafah a Gaza attraversando la Cirenaica e l’Egitto per portare aiuti umanitari ai palestinesi. Purtroppo però non tutto è andato come si sarebbe voluto.
Le ultime comunicazioni affermavano che alcuni veicoli, non identificati ma riconducibili alle forze di sicurezza legate alle autorità della Libia occidentale, hanno speronato le tende dell’accampamento del convoglio e le persone, aggredite e trascinate con la forza in auto e autobus, sono state costrette ad abbandonare il sito ed arrestate (1).
Dal racconto di Maria Carla emergono dettagli chiari degli eventi che si sono susseguiti e che hanno costretto il convoglio a ritornare sui propri passi.
“Per la terza volta – racconta Maria Carla Biavati – due giorni fa, siamo andati a parlamentare con il signore della guerra, colonnello Aftar, il Presidente della Cirenaica, ma purtroppo la risposta è stata la cattura della piccola delegazione che chiedeva solo il passaggio del convoglio e degli aiuti umanitari diretti a Gaza”

Va ricordato però che altre 11 persone di 8 paesi diversi sono nelle medesime condizioni e ci attendiamo, dato che sono stati avvertiti anche i loro consolati, che siano anch’essi rimpatriati al più presto.
“Gli accordi erano che la Mezzaluna Rossa – prosegue la Biavati – avrebbe dovuto prendere in consegna gli aiuti umanitari per condurli sino a Gaza, ma non si è presentata all’appuntamento”.
Attualmente gli organizzatori, che nonostante le difficoltà hanno recuperato gli aiuti umanitari, sono in procinto di decidere di far proseguire tutto il materiale via mare. Una decisione che ovviamente dovrà tener conto delle ulteriori difficoltà già più volte affrontate dalle altre flotille (2)
“Ancora una volta – affermano i portavoce – il diritto internazionale, che impone il libero passaggio per gli aiuti umanitari, è stato violato. Ancora una volta ci rimandano indietro, ma noi non ci arrenderemo, mai. E riusciremo ad arrivare a Gaza”.
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2 – https://alkemianews.it/2025/09/06/global-somud-flottilla-modena-saremo-loro-scorta/

