LA SCUOLA MODENESE CONTESA PER PROTEGGERE ISRAELE

Condividi

Sembra proprio che la questione palestinese non dia pace alla politica modenese. Ce lo conferma anche l’articolo pubblicato da Giulia Sorrentino su Il Giornale il 6 giugno 2026.

di Anita P.

Questa volta è lo scontro sionismo/islamismo, alimentato artificialmente dal megafono giornalistico nazionale, che viene proiettato sulla scuola pubblica modenese accusata di voler indottrinare i bambini all’odio per Israele(1). Peggio: di aver portato, in compagnia del Sindaco di Modena, Massimo Mezzetti, un “filo Hamas in aula con i bimbi”(1.1).

La polemica inquisitoria, è di nuovo aperta e le risposte locali ancora una volta, sia dalla destra istituzionale che del sindaco, spostano il focus dall’immensa tragedia umana che sta vivendo il popolo palestinese, verso altri fronti legati alle piccole polemiche politiciste.

Giulia Sorrentino – che non è nuova a mistificare la verità – con l’articolo “Filo Hamas in aula con i bimbi e cantano Free Palestine”(2), a mio avviso, propone una lettura distorta e stigmatizzante della realtà. Il suo racconto presenta numerose incongruenze e propone una narrazione che rischia di alimentare pregiudizi nei confronti della comunità musulmana e delle persone che sostengono la causa palestinese.

L’impressione che emerge dalla lettura è quella di un tentativo di trasformare l’espressione “Free Palestine” in qualcosa di pericoloso o sospetto. Mentre in realtà, chiedere libertà e diritti per un popolo oppresso, non può e non deve essere considerato uno scandalo.
Nell’articolo vengono riportati episodi e riferimenti senza fornire elementi sufficienti a inquadrarli adeguatamente. Ad esempio, non viene indicato il nome dell’insegnante coinvolta, né viene chiarito in quale delle scuole citate si sarebbe verificato l’episodio descritto.

Questa scelta, rischia non solo di generare confusione nel lettore, ma di distorcere la verità oggettiva. Un errore giornalistico o il racconto fuorviante di un evento volutamente strumentalizzato in difesa d’Israele?

Anche la presenza del giornalista palestinese Wael Al-Dahdouh viene raccontata in una chiave che sembra volta a suscitare allarme più che a informare.
Il fatto che un giornalista di rilievo internazionale incontri degli studenti, dovrebbe essere valutato nel merito dell’iniziativa e dei contenuti proposti. E’ un testimone di guerra(3), sopravvissuto alla strage di 7 dei suoi familiari, tra cui un figlio giornalista – ucciso, come gli oltre 280 giornalisti eliminati a Gaza per ostacolare il racconto pubblico del genocidio. Un quadro tragico che una società ha il dovere di ricordare anche ai bambini, i cittadini di domani, nel rispetto del dolore dell’umanità.

Per quanto riguarda il traduttore, il sig. Sulaiman Hijazi, l’articolo dedica ampio spazio alla sua presenza, per quanto il suo ruolo in tutta la vicenda sembra assolutamente marginale.
Quanto all’indagine in cui il sig. Hijazi sarebbe implicato, ricordiamo che l’iscrizione nel registro degli indagati non equivale ad una condanna e che ogni persona beneficia della presunzione di innocenza, fino a sentenza definitiva. Principio che la destra e il Giornale, guarda caso, dimentica solo nel caso di persone straniere, non occidentali o musulmane.

Colpisce inoltre il fatto che l’articolo della Sorrentino richiami alcuni post riconducibili a Hijazi del 2014, senza approfondire il contesto storico in cui furono pubblicati. L’autrice dell’articolo non ha omesso nulla e legittimamente ha riportato queste informazioni, ma sembra assai discutibile il peso che viene attribuito a qualche vecchio post, rispetto all’oggetto principale della notizia.

Chi scrive e dice di voler parlare di Medio Oriente, dovrebbe contestualizzare anche gli eventi che in quel periodo alimentarono il dibattito pubblico sulla situazione di Gaza e del conflitto israelo-palestinese. A Gaza nel 2014, è bene ricordarlo, Israele aveva avviato l’operazione militare “Margine di Protezione”(3.1) dove si uccideva senza distinzione, bombardando la popolazione civile.

Analogamente, il richiamo alla strage del 7 ottobre non è accompagnato da un’adeguata considerazione delle enormi sofferenze subite dalla popolazione civile palestinese nel corso della guerra. Una narrazione equilibrata dovrebbe tenere conto di tutte le vittime e di tutte le tragedie coinvolte.

Anche il riferimento alla strage di Modena appare poco pertinente rispetto al tema centrale dell’articolo. L’accostamento tra vicende differenti rischia di suggerire collegamenti che non vengono dimostrati e verso cui il lettore viene surrettiziamente orientato. Ovvio che mescolare tutto rende molto più facile vendere menzogne come verità e pareri personali come evidenze oggettive ed insindacabili.

E’ inoltre deplorevole l’utilizzo dell’espressione “piccola Mecca” per descrivere una realtà cittadina complessa come Modena. Questa formula contribuisce a rappresentare la presenza di cittadini di origine straniera o di fede musulmana come un elemento problematico anziché come parte umana reale della società italiana. Vale la pena ricordare che l’Italia non è una nazione definita dall’appartenenza etnica, ma una comunità civica composta da cittadini con origini, culture e percorsi differenti. Ridurre l’identità delle persone alle loro origini familiari o al loro credo religioso, rischia di alimentare stereotipi e divisioni.

Quanto all’operato del sindaco Mezzetti, ritengo poco convincente il tentativo di rappresentarlo come un punto di riferimento del movimento pro-palestinese. Negli ultimi anni non risulta abbia assunto posizioni particolarmente incisive in difesa della Palestina. Resta inoltre significativo il suo recente distanziamento da Francesca Albanese (4).

Per queste ragioni, ritengo che la polemica politica costruita arbitrariamente dalla Sorrentino e dai Pro Israele locali, poggi su basi piuttosto fragili.

LINK

1 – https://www.facebook.com/100064262396174/posts/1444580354360697/?rdid=BrajkILAgXM4F7GR#

1.1 – https://www.modenatoday.it/attualita/sindaco-mezzetti-smentisce-articolo-giornale-incontro-bambini-inno-palestina.html

2 – https://www.facebook.com/watch/?v=1773608343750361

3 – https://alkemianews.it/2025/07/28/dahdouh-gaza-uccidono-genocidio/

3,1 – https://www.alkemia.com/MedioOriente/UnatestimonianzadirettadaGaza/tabid/1386/Default.aspx

4https://alkemianews.it/2025/09/27/francesca-albanese-accolta-dai-cittadini-modenesi/