BOSCO OSPIZIO: PADRE LANFRANCO E LE OCCASIONI PERDUTE

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Riceviamo dal docente Marco Cosentina, “Padre Lanfranco e le occasioni perdute”. Uno scritto, una parodia rivolta a Lanfranco De Franco vicesindaco di Reggio Emilia. Il riferimento riguarda la decisione dell’amministrazione comunale riguardo alla destinazione del Bosco Ospizio ed in particolare una riflessione tra se e i cittadini che lo stanno difendendo.

Vi è un antico e rinomato proverbio napoletano che dice che tutt’ ‘o lassat è perduto! Questo detto sembra funzionare perfettamente come controcanto al sermone di Padre Lanfranco, che, ispirato da san Lorenzo sembrerebbe aver ricordato che ha un cuore e che quel cuore batte a sinistra. Pertanto avrà pensato che non si potevano lasciare quelle povere pecorelle smarrite, certo un po’ balorde, nel Bosco Ospizio, anche se i loro belati avevano creato molto rumore in questo agosto torrido, dove sembrava che il silenzio dovesse farla da tiranno, assieme al vero Padre padrone, se non dei cieli, almeno delle terre.

Quei poveri pargoli disorientati, continuavano a giocherellare con le facezie, tra cartelloni e sit in, presidi e tendate: addirittura protestando, come infidi luterani, contro il Gran Signore dei Consumi. Senza pensare alle conseguenze dei loro atti scellerati.

Si sono ahimè opposti al taglio di quattro alberelli selvatici, impedendo che il progresso dispiegasse appieno le sue dinamiche virtuose, donando finalmente agli abitanti giulivi del quartiere, il tanto agognato nuovo Tempio dei Balocchi. Si oppongono al Comitato della Salute Pubblica, per due civette senza comò.

“Principi giusti i vostri”, declama dall’altare padre Lanfranco, “ma occasioni sbagliate” e si sa le occasioni sbagliate sono quelle che dispone il Tentatore.

“Ma io saprò redimervi, se seguirete il mio consiglio. Sono qui appunto per far sicché solo il dialogo ed il confronto vi siano alleati e mai la sedizione, la seduzione o peggio quella tridentina astuzia che nominan cooptazione. La pace sia con noi, Conad et per sempre”
Lasciate dunque ogni indugio, tornate alle vostre case; saprò ravvedervi e sciorinar con voi a lungo. Cosa volete che siano alberi, animali, acque e prati se non c’è una Ragione Capitale che li governi? Assieme faremo grandi cose ed il Gran Signore dei Consumi, vedrete, grazie alla mia intercessione, vi saprà accogliere, o probi, anche nel suo Privato Paradiso Comune!”

Noi abbiamo seguito la sua predica, un po’ rincoglioniti e abbiamo cercato a fondo di capire quel nutrito argomentare fino. Poi ci siamo guardati tutti negli occhi, ad uno ad uno, come incantati. È stato a quel punto che qualcuno ha urlato: “e che cazzo! e ci siamo risvegliati, ben sapendo che qualcosa era cambiato.

“Unisciti a noi padre Lanfranco”, abbiamo tutti all’unisono invocato.
“Giunto è ormai il tempo di rompere gli indugi e di cantare insieme verso un nuovo mondo. La Storia ce lo ha detto, chi sbaglia spesso ha ragione.
Le occasioni giuste mascherano spesso principi sbagliati! E d’altra parte di buoni propositi è lastricato l’inferno. E l’occasione fa l’uomo ladro… e la donna?Come se fosse Antani. Purtuttavia ed al contrario, l’ occasione errata non interrompe a lungo la traiettoria, se a guidarla è un imperativo categorico, ovvero kantianamente inteso, che muove verso il giusto. A meno che i principi, anche quelli giusti, non vengano piegati ai soliti racconti. Quelli sì davvero, non sono altro che occasioni, né giuste, né sbagliate, ma solo perse…dietro cui nascondere semplicemente ed in mala fede… la legge dei vincenti.

PERCHE’ DIFENDERE BOSCO OSPIZIO
“Vogliamo davvero barattare la nostra salute e il nostro territorio – sostiene l’Assemblea Bosco Ospizio – per l’ennesimo centro commerciale? Ci vorranno decenni prima che i nuovi alberi possano offrire gli stessi benefici Decenni che non abbiamo.”

I cittadini di Reggio Emilia da tempo sono mobilitati in Assemblea pubblica, per la difesa del Bosco Ospizio. si sono schierati contro le ruspe inviate da Conad per distruggere quattro ettari di bosco urbano spontaneo che rischiano di sparire per sempre sotto una colata di cemento e asfalto.
I 154 alberi adulti che saranno abbattuti, verranno sostituiti con giovani piantine che non offriranno i medesimi benefici per la nostra salute.

“Oggi è un altro giorno di presidio. Siamo riusciti ad arrivare presto, vedendo arrivare i mezzi, fra cui una ruspa enorme che potrebbe distruggere ogni cosa al suo passaggio. I primi arrivati fra noi sono riusciti a bloccarne l’ingresso, sperando nella nostra chiamata. Siete arrivati di lì a poco in tantissimi, e in tantissimi siete rimasti con noi davanti alla ruspa nonostante le richieste di identificazione e la presenza di polizia e Digos, mentre il nostro gazebo sulla via Emilia offriva generi di conforto concreti e non: brioches, tisane, musica. Siamo riusciti a far allontanare i mezzi, grazie alla sola presenza collettiva.
Per oggi, forse, non torneranno. Ma lo faranno domani. 
Sono tutti pronti a eliminare 45.000 mila metri quadrati di habitat boschivo per trasformarlo in cemento. È ora di dire basta. Abbiamo bisogno di respirare, di dare ossigeno ai nostri figli.
Per questo noi siamo qui senza interruzioni, anche ora. E proseguiremo.

Assemblea Bosco Ospizio